Torniamo in Val Seriana, ma questa volta con gli scarponi invece che con le nostre bici.
Cercavamo una gita tranquilla, con poco dislivello e facile da raggiungere. Per questo abbiamo scelto il rifugio Parafulmine, un itinerario che sapevamo essere molto apprezzato dal nostro pubblico e che ci incuriosiva.
Con noi anche i fratelli di Beatrice, Martino e Francesca, e la nostra amica Federica (che ci aveva già accompagnato alla cascata del Cenghen).
Guinti a Gandino acquistiamo in un bar il gratta e sosta di 2€ per salire fino al Rifugio Monte Farno (il pass è disponibile in numerosi negozi del paese).
Seguiamo le indicazioni e saliamo lungo una strada asfaltata fino a giungere ai parcheggi dai quali inizia la passeggiata. A differenza del Tracciolino qui i posteggi per lasciare l'auto abbondano.
Scopriamo che questa è anche una località sciistica. C'è un impianto di risalita ma è più adatta allo scii di fondo. Mentalmente ci segniamo di controllare quest'inverno se c'è neve sufficiente per tornaci con le ciaspole.

Dopo una breve salita, abbandoniamo il gruppo di case ed ecco che i nostri occhi possono spaziare su un panorama molto aperto. La particolarità di questa passeggiata, infatti, è che si sviluppa su un altopiano di pascoli, quasi privo di alberi e quindi la vista può spaziare per chilometri. Il dislivello di soli 300 metri lo rende adatto anche alle famiglie o alle persone meno avvezze ad andare in montagna. Per l'assenza di alberi consigliamo questo itinerario nella mezza stagione o anche in una bella giornata d'inverno (neve permettendo).
Continuiamo la nostra camminata nella conca della Montagnina passando accanto a diverse mandrie di mucche che brucano l'erba.


Il vento attenua leggermente il calore del sole agostano e mentre ci avviciniamo alla nostra meta scorgiamo anche diversi parapendii in volo sopra le nostre teste.
Arrivati al rifugio, dopo circa un'ora e mezza, ammiriamo davanti a noi la massiccia molte della Presolana e, più vicina, la croce sul Pizzo Formico.

E' mezzogiorno e il rifugio è già in piena attività. Fortunatamente riusciamo a trovare un tavolo all'aperto dove gustarci un piatto di salumi, polenta, brasato e formaggi.
Per il pomeriggio cerchiamo riparo dal sole sotto i pochi alberi presenti al rifugio. Dopo qualche partita a carte è ora della merenda. Prendiamo una fetta di torta della nonna e poi siamo di nuovo in marcia per tornare al parcheggio. La discesa è molto più veloce. Resta ancora tempo per una tappa in gelateria prima di tornare a casa.
Beatrice e Marco